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Liquori

Cos’è il Whisky

E’ la bevanda alcolica (escluso il vino) più famosa nel mondo occidentale.

Secondo alcuni storici il latino aqua vitae, letteralmente “acqua di vita” sarebbe il termine con cui i Romani avvevano tradotto le parole uisge beatha, il whisky in gaelico, durante l’occupazione della Bretannia. Questa stessa espressione suggestiva la si trova in alter lingue, nell’ eau-de-vie francese, nell’acquavite italiana, nell’akvait danese. Sono tuti termini che disegnano un liquore alcolico ottenuto per distillazione.

Il whisky si concepì e produsse sull’esempio dei distillati introdotti in Scozia dai frati cristiani che portarono assieme al verbo religioso l’arte della distillazione.

I primi riferimenti documentati si trovano in antichi testi del 1494 e si riferiscono al cosiddetti Echequer Rolls (Manoscritti del Tesoro) e sicuramente riguardano tasse e imposte. Su questi manoscritti si legge “ A Frate John Cor, per ordine del Re, otto balle dim alto, per forne aqua vitae”. Il Re era Giacomo IV (1488–1513) il più amato della sfortunata dinastia degli Stuart. Si dice che imparò ad aprezzare usige beatha com’era nota nella lingua gaelica a Islay. Frate Cor era invece un benedettino dell’abbazia di Lindores nella contea di Fife. Un altro documento, del 22 dicembre 1497 quando il Re alloggiava a Dandee, riporta il pagamento di 9 scellini a un barbiere (cioè un chirurgo) per l’aquisto di acquavite.

E’ strano a scriverlo ma il whisky si diffuse a seguito di crisi economiche, fu anche causa di gravi disordini sociali e politici. Il mondo non cambia. Allora e oggi i popoli si ribellano più alle restrizioni gastronomiche che alle restrizioni della libertà. Per il whisky gli scozzesi fanno eccezione e attraverso il loro grande poeta Robert Burns sentenziano che “La libertà e il whisky fanno causa commune”. Il whisky, nato nei lontani tempi, affermato nella nostra epoca è divenuto bevanda indispensabile nella diffusione del bere del nostro secolo.